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Indice

Prefazione di Mons. Vincenzo Paglia

Introduzione

Conversazioni tra Fabio De Felice e Roberto Race

  1. La dematerializzazione dell’arte
  2. Innamorarsi 2020
  3. Terre di mezzo
  4. Costruire un’etica dell’IA affidabile
  5. Il mondo post-Covid
  6. Humanization: istruzioni per l’uso
  7. La tecnologia non è buona né cattiva
  8. Intelligenza diffusa e modello “octopico”
  9. Sistemi di intelligenza artificiale
  10. E venne l’era del colonialismo digitale
  11. Quando i governi censurano online
  12. Intelligenza artificiale e il futuro senza lavoro
  13. L’intelligenza artificiale. Il co-pilota per lo sviluppo del genere umano
    Maximo Ibarra
  14. Il digitale: il cambio rivoluzionario di paradigma
    Monica Poggio
  15. L’innovazione che spinge il nostro Paese a sognare di nuovo
    Domenico De Rosa
  16. Quattro proposte per i manager del futuro
    Massimiliano Cifalitti
  17. Crisi pandemica: la spinta verso la presa di coscienza sulla trasformazione digitale in atto
    Stefano Rebattoni
  18. Non solo nuovi farmaci. L’IA migliora prevenzione, diagnosi e terapie in atto
    Valentino Confalone
  19. Nuove tecnologie e mercato del lavoro nell’industria ad alta complessità
    Pierroberto Folgiero

Il mondo nuovissimo
Dialoghi su etica e intelligenza artificiale

Di Fabio De Felice e Roberto Race

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Navigando i mari della rete siamo giunti alle porte di un mondo nuovissimo. È il continente inesplorato delle intelligenze artificiali, dei sistemi di digital twin e del deeplearning; ma è anche quello degli squilibri della società digitale. Sembrano questioni nuove, ma attanagliano da sempre lo spirito umano. Questo libro, riscoprendo l’antica forma del dialogo, ripercorre la secolare questione dei limiti e delle dismisure delle tecnologie, dei rischi dell’innovazione e della necessità di pensare un’etica per lo sviluppo. Oggi, di fronte alla potenzialità della tecnica, la responsabilità è ancor più grande.

Prefazione di Mons. Vincenzo Paglia

Il lavoro su cui si sono cimentati gli autori esprime l’esigenza di tenere il progresso nella traiettoria del beneficio in favore di tutte le persone, il che implica necessariamente che il tema della tecnologia, in generale, e dell’intelligenza artificiale, in particolare, sia osservato attraverso la lente dell’etica affinché non soggiaccia alla preminenza della tecnica. Insomma, sì alla “algoretica” per non cadere nelle spire

della “algocrazia”. Non sfuggono al libro la consapevolezza della vastità della componente tecnologica connessa agli sviluppi del digitale e dell’intelligenza artificiale ma al contempo la visuale tende ad affermare che occorre illuminare con la dimensione etica l’intero sviluppo della tecnica. Un aspetto che corre, come un fil rouge, lungo tutte le pagine del volume, in particolare nella seconda parte dove sono raccolte le visioni di diversi capitani d’impresa e manager di alcune fra le maggiori aziende italiane e internazionali.

Emerge sia dalle interviste come anche dalle testimonianze che compongono il volume una implicita conferma del valore dell’iniziativa Rome Call for AI Ethics, presentata il 28 febbraio 2020, documento nato in seno alla Pontificia Accademia per la Vita, congiuntamente con la Fao, l’Ibm, la Microsoft e il ministro dell’Innovazione italiano, che ha avuto il merito di porre – anzitutto al mondo imprenditoriale e della scienza – l’obiettivo di un approccio etico all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, all’interno delle nuove tecnologie emergenti e convergenti. La questione riguarda le conseguenze di una realtà che vede il progresso tecnico per la prima volta sul punto di trasformare i tratti distintivi dell’uomo che per secoli ha agito in orizzonti di senso di natura umanistica.

La tecnologia sta compiendo un ulteriore salto in avanti nello scenario attuale. Essa si pone come risorsa della creatività umana per lo sviluppo stesso dell’uomo. La filosofia sin dalla metà del Novecento ci avverte sui rischi di una tecnologia che invece di porsi al servizio dello sviluppo dell’uomo possa piegarlo alla sua logica interna. È il pericolo che abbiamo individuato con il neologismo di una moderna “algocrazia”. È un aspetto questo che gli autori indagano a fondo. Va in ogni modo evitato tale sviluppo della IA anche perché sarebbe appannaggio solo delle grandi holding economiche, che detengono l’accesso ai database.

Oggi è in gioco la ricerca dell’equità, per essere in grado di contemperare i pericoli e le storture nel possesso e nella gestione di grandi masse di informazioni.

Fabio De Felice

Professore di ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Parthenope, imprenditore “seriale” e fondatore di Protom. È componente della taskforce Digitalization del B20, il Business Forum del G20. È autore di numerose pubblicazioni sulle sfide della digital transformation.

Roberto Race

È consulente in corporate e reputation strategy per multinazionali e alcune delle più dinamiche imprese. Giornalista, ha promosso think tank e fondazioni. È segretario generale di Competere.Eu e membro della Taskforce Finance & Infrastructure del B20, il Business Forum del G20.