Skip to main content

Indice

Mettere il design in piazza di Domitilla Dardi

Oltre la storia. Dieci casi di successo del design industriale italiano

  1. Cassina. Maestri e nuove prospettive
  2. Molteni&C. L’orgoglio del saper fare
  3. B&B Italia. La tecnologia prende forma
  4. Kartell. Liberare la creatività
  5. Zanotta. Audacia e pragmatismo
  6. Gufram. Anticonformismo per vocazione
  7. Alessi. La fabbrica dei sogni
  8. Artemide. Scienza e umanesimo
  9. Driade. Laboratorio estetico-industriale
  10. Caimi Brevetti. Il suono dell’innovazione

“Design, lo scettro è ancora in mano italiana”
Intervista a Daniel Libeskind

Icone
Mito, storie e personaggi del design italiano 

Di Giovanna Mancini

ACQUISTA RASSEGNA STAMPA

Mi fu chiaro subito che c'era qualcosa di unico nel design italiano e questa unicità non era data solo dalla forma dei prodotti o degli oggetti, ma da una sensibilità, che io definirei profondamente italiana, che permette di trattare il design come una disciplina culturale. Non è solo una questione di estetica o di funzionalità, né tantomeno di commerciabilità dei prodotti: il design per gli italiani è parte dell'idea di bellezza, dell'idea di cultura, è parte di un'idea comunica identità. È qualcosa che si radica profondamente nella storia dell'Italia, perché molto di quello che l'Italia è oggi, è l'eredità del suo passato. È qualcosa che non puoi imparare solo nei libri, o che puoi ottenere copiando una forma, perché porta con sé questa sensibilità profonda, che è insieme intellettuale e intuitiva e che tut ti possiamo riconoscere e comprendere immediatamente, anche se non siamo designer o non abbiamo studiato storia dell'architettura o del design.

Daniel Libeskind

Oltre la storia.

Dieci casi di successo del design industriale italiano

Nel panorama internazionale del design – e in particolare del design industriale – le imprese italiane rappresentano da oltre mezzo secolo un’eccellenza globalmente riconosciuta, tanto dal mercato, quanto dal mondo della cultura e della progettazione.

Lo testimonia il numero di prodotti delle nostre aziende che pur rea lizzati per essere utilizzati nel quotidiano – sono esposti nelle collezioni permanenti dei principali musei di design e arte applicata del mondo. Lo conferma il successo di una manifestazione come il Salone del Mobile di Milano, diventata negli anni il punto di riferimento indiscusso della comunità internazionale del settore. Lo ricordano i numeri dell’economia, che descrivono un’industria capace di competere con i colossi più agguerriti – cinesi, tedeschi, americani – grazie alle armi vincenti della qualità e del l’innovazione, su cui le aziende hanno costruito nel tempo la loro credibilità, superando spesso anche quel limite dimensionale che, in altri set tori, è spesso un freno alla crescita sui mercati globali.

Proprio la capacità di fare qualità e innovazione è il filo conduttore che lega le dieci storie raccolte in questo volume, scelte come rappresentative dei migliori valori di questa industria. Non è mai facile operare una selezione. Tantomeno lo è in un settore, quello dell’arredo-design, che nel nostro Paese esprime tante eccellenze. In questo caso abbiamo seguito alcuni criteri-guida, come la storicità del marchio, la riconoscibilità degli oggetti prodotti (spesso vere e proprie icone del made in Italy nel mondo), ma anche l’attitudine a sperimentare, a investire in ricerca e sviluppo, in nuove tecnologie produttive o di processo, che in molti casi hanno segnato tappe decisive nell’evoluzione di questo settore manifatturiero.

Ci siamo focalizzati su un territorio, quello della Lombardia e del Pie monte, che storicamente ha alcuni tratti comuni, tra cui l’emergere prima che altrove (tra gli anni Cinquanta e Sessanta) di una cultura del progetto e di una produzione su scala industriale.

Ne abbiamo indagato la storia, per comprendere le radici di questa capacità innovativa che non rinnega mai il passato, ma anzi lo rivendica con orgoglio. Ne raccontiamo il presente e il futuro, che attraversano il delicato tema del passaggio generazionale e la costruzione di model li di proprietà e gestione in grado di affrontare sfide come la globalizzazione e la digitalizzazione. Vedremo che le aziende fanno scelte differenti, ma tutte efficaci. Perché tutte guardano avanti.

Giovanna Mancini è giornalista e si occupa di temi economici legati all’industria italiana, in particolare quella dell’arredo-design, al mondo dei consumi e alla cultura. Icone è il suo primo libro.