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I casi del Made in Italy

Gemar, quando i palloncini diventano un’opera d’arte

06 02 2024

A Casalvieri (Frosinone). Nel calendario 2024 la collaborazione con l’artista neo futurista Marco Lodola Dopo il forte calo del mercato russo, ucraino e mediorientale, l’azienda guarda ora alle Americhe

Un primato con un prodotto particolare, che non immediatamente si associa al made in Italy, ma che ci vede leader in Europa e nel mondo, esempio di qualità, originalità, fantasia, creatività.

Si tratta dei palloncini, e la Gemar da Casalvieri, in provincia di Frosinone, li esporta in tutto il mondo. Una storia italiana, cominciata più di 120 anni fa, con Angelo Rocca, nato nel 1884: emigrato in Francia per aiutare il cognato, famoso produttore artigianale di palloncini, vendeva palloncini come ambulante. Tornato a 18 anni a Casalvieri ha lasciato il banco in piazza e avviato una prima produzione artigianale.

I nomi di famiglia si tramandano, uno dopo l’altro: Angelo il capostipite, poi il figlio Genesio, poi di nuovo Angelo e ora Genesio, 47 anni. «Il mio bisnonno Angelo ha avuto l’intuizione di rendere il palloncino una produzione artigianale, mio nonno Genesio ha avuto la visione di passare dall’artigianato all’industria, mio padre Angelo ha puntato sull’aumento della produzione, sull’innovazione tecnologica», racconta Genesio, che con i genitori e la sorella è alla guida dell’azienda. «All’innovazione, di processo e di prodotto, alla continua ricerca di colori, modelli, soluzioni, ho aggiunto l’affermazione del marchio e l’espansione all’estero».

I palloncini della Gemar addobbano feste ed eventi in oltre 50 paesi in 5 continenti. La produzione è tutta solo made in Italy, nello stabilimento di Casalvieri, dove lavorano 150 persone e ogni giorno escono 6 milioni e mezzo di palloncini. In Uk e negli Usa ci sono sedi commerciali e di distribuzione. Complessivamente il fatturato è di 60 milioni. Dopo il Covid gli anni 2021 e 2022 sono stati un vero boom. «Il 2024 si preannuncia buono, stiamo tenendo, anche se – dice Genesio – dobbiamo fare i conti con alcuni mercati per noi importanti che si sono chiusi: Ucraina, Russia, Medio Oriente. Questa situazione geopolitica ha pesato sul nostro export. Ma puntiamo a crescere in altre aree, a partire dalle Americhe».

Non ci sono solo le feste dei bambini: i palloncini sono richiesti negli eventi aziendali, ai matrimoni, a qualsiasi tipo di celebrazione. Personalizzati e con creazioni ad hoc. «Abbiamo in azienda i nostri maestri d’arte, i nostri decoratori», dice Rocca.

E arrivano ad essere opere d’arte: la collaborazione con gli artisti per Gemar è prioritaria, una vera e propria passione. Ultima novità è il calendario 2024 realizzato con Marco Lodola, con il palloncino che diventa mezzo espressivo dinamico. La collezione del calendario, che si chiama “Lodola per Gemar”, presenta una serie di opere dove l’artista, noto per lo stile neo futurista, integra i suoi lavori con cornici fatte interamente di palloncini colorati. Non sono decorazioni, ma fanno parte dell’opera e sono state create a Lodolandia, il laboratorio creativo dell’artista a Pavia. Il calendario è l’ultimo tassello: ma, sottolinea Rocca, il legame con l’arte è di vecchia data ed è sempre stata una passione della famiglia. Grazie, ovviamente, alla qualità e versatilità del prodotto. Un esempio: i palloncini Gemar sono protagonisti del Balloon Museum, l’allestimento itinerante animato da palloncini, opere gonfiabili, dove l’aria viene considerata uno strumento artistico.

Passione per l’arte e impegno sulla sostenibilità. In azienda lavorano ricercatori per innovare costantemente i materiali, per aumentare la resistenza, consentire una sempre maggiore creatività. La sostenibilità è stata rispettata sin dal primo momento, perché, spiega Rocca, la materia prima è lattice di gomma naturale, che arriva esclusivamente dall’area tropicale. L’azienda ha adottato il report di sostenibilità già dal 2018, che viene certificato da una società terza. Il processo di fabbricazione utilizza per oltre il 90% materiali rinnovabili. L’azienda, tra le varie certificazioni che ha ottenuto, si è dotata anche di un codice etico per la sicurezza e il benessere dei lavoratori. «La concorrenza è forte, gli altri paesi riescono a produrre a prezzi inferiori. Ma noi – conclude Rocca – continuiamo a farlo qui, a Casalvieri». Per garantire l’eccellenza del made in Italy.