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Il Sole 24 Ore

Pmi Day 2022, adesioni record alla scoperta del Made in Italy

22 11 2022

Confindustria. Iniziativa della Piccola Industria alla sua 13esima edizione: studenti invitati a conoscere «la bellezza del saper fare italiano»

Un’adesione record. Il doppio dello scorso anno: sono più di mille le aziende che hanno deciso di aderire al Pmi Day 2022. Hanno creato uno scambio tra chi deve entrare nel mondo del lavoro e chi cerca personale, protagoniste le giovani generazioni. Ma non solo: ci si apre anche alle istituzioni, per far percepire sempre di più il ruolo dell’impresa come comunità, protagonista del territorio.

«Il Pmi Day è una grande festa in cui gli imprenditori ascoltano i giovani, un confronto in cui si disegna insieme il futuro», è il messaggio che ha voluto dare Giovanni Baroni, presidente della Piccola industria di Confindustria. È la Piccola che dal 2010 organizza questo evento, insieme alle associazioni del sistema confindustriale. Un’iniziativa che anno dopo anno si è ampliata, aumentando i numeri dei partecipanti e delle organizzazioni coinvolte, inserita nella Settimana della Cultura d’impresa e nella Settimana europea delle Pmi.

Il tema scelto per quest’anno, tredicesima edizione, è “La bellezza del saper fare italiano”, quel made in Italy che vince nel mondo, come dimostra il record di 600 miliardi di export appena raggiunto a settembre 2022 rispetto a ottobre 2021. La bellezza come fattore competitivo, che nasce dall’attitudine alla cura delle produzioni, esprime la capacità di innovazione e la creatività ed è anche un vero e proprio patrimonio di saperi e tradizioni, ispirate dalla storia e dalla cultura delle comunità e dei territori di cui le Pmi sono parte integrante.

«Vogliamo raccontare ai ragazzi il valore economico e sociale delle nostre imprese per le comunità e la bellezza delle nostre produzioni, perché fare impresa significa poter tracciare la propria strada. Per questo è importante che i giovani conoscano le realtà aziendali e inquadrino le nuove opportunità professionali, anche in modo da orientare il proprio percorso formativo», ha detto Baroni, che ha partecipato all’evento organizzato da Confindustria Campania presso il Centro di produzione Rai di Napoli, dove gli imprenditori di Piccola industria Campania hanno incontrato gli alunni dell’ultimo anno di cinque istituti superiori provenienti da tutte le province campane.

Le scuole coinvolte in questa edizione sono 600 tra medie e superiori, e circa 48mila i partecipanti. Complessivamente dal 2010 ad oggi le Pmi di Confindustria hanno aperto le porte a oltre 472mila ragazzi. Altissima la partecipazione del sistema Confindustria, con più del 97% delle associazioni territoriali che hanno aderito, insieme a Acimit, Assoststema, Confindustria Moda, Federchimica e Federmeccanica. Una testimonianza evidente del grande interesse da parte degli imprenditori ad avvicinare i giovani al mondo dell’impresa, attraverso incontri e visite guidate nelle aziende. Oltre agli studenti la manifestazione coinvolge le famiglie, gli insegnanti, le istituzioni locali, la stampa per confrontarsi e raccontare il valore dell’impresa sul territorio. Per i ragazzi è l’occasione di vedere i processi produttivi delle aziende, protagoniste del made in Italy, la loro capacità di innovare e di fare ricerca. L’iniziativa non si era interrotta nemmeno durante la pandemia, con il racconto dell’impresa in modo digitale, con visite virtuali e filmati.

Dall’anno scorso la Giornata nazionale delle Piccole e medie imprese ha il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Da anni inoltre prosegue la partnership in alcuni territori con Confagricoltura (Alessandria, Bergamo, Brescia e Taranto). Il Pmi Day ha anche un’impronta internazionale: Confindustria Albania, Bulgaria e Serbia, negli Usa è realizzato dalla Miami Scientific Italian Community, insieme all’Ambasciata d’Italia a Washington.

«Scuola e impresa sono due mondi che devono correre parallelamente e alimentarsi reciprocamente, magari proprio attraverso la bellezza. Vogliamo raccontare ai ragazzi quanta ce n’è nel fare ricerca, produrre con qualità, innovare, fare formazione, nell’essere comunità che lavora su visioni condivise e crede nei giovani», commenta Claudia Sartirani, coordinatore nazionale del Pmi Day. «Un imprenditore – ha concluso Baroni – resta studente tutta la vita, con la propensione al cambiamento, la curiosità, l’energia che contraddistinguono i ragazzi. Sono questi i fattori chiave che portano sui mercati globali la bellezza del made in Italy».