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Il Sole 24 Ore

«Nelle imprese familiari c’è il Dna per lo sviluppo»

30 06 2022

«Il segreto per poter avere oltre 200 anni di vita? Mettere l’azienda al primo posto, con le sue persone e la qualità del prodotto». Alberto Marenghi di anni, imprenditorialmente parlando, ne ha più di 400, amministratore delegato di Cartiera Mantovana, azienda leader nel settore dell’imballaggio, nata addirittura nel 1615. Una storia che gli ha aperto la porta dell’Associazione Henokiens, nata 40 anni fa a Parigi e che riunisce a livello internazionale le aziende familiari con almeno 200 anni di storia, la famiglia come azionista e almeno un membro nella governance.

Dal primo gennaio di quest’anno Marenghi è presidente degli henokiani e come tradizione l’assemblea annuale si terrà nel paese del presidente di turno, quindi in Italia. L’appuntamento è per oggi, città prescelta Venezia. Italiano il presidente, in Italia l’assemblea, italiano il vincitore del premio “Leonardo da Vinci”, un riconoscimento alle eccellenze, promosso dall’Associazione dal 2011, anno della prima edizione. A riceverlo sarà Giulio Pedrollo, amministratore delegato dell’azienda veronese leader nel mondo nella produzione di elettropompe. A consegnarlo il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. «Il premio tradizionalmente si dà ad un imprenditore del paese dove si tiene l’assemblea, ma per concorrere non è necessario che l’azienda abbia 200 anni, i criteri di selezione sono due: essere arrivati alla seconda generazione e un avere un forte legame tra l’attività dell’impresa e l’ingegno di Leonardo. In questo caso il riferimento è al grande progetto di trasporto dell’acqua del grande artista e scienziato toscano>.

Dal 2015 gli henokiani non avevano un presidente italiano e quindi un’assemblea nel nostro paese e un vincitore del premio. Le imprese premiate in passato sono state Ferragamo e Bracco. «L’Italia ha una forte struttura di aziende familiari, che hanno dimostrato di sapersi evolvere e competere, mantenendo continuità e valori umani. Come henokiani vogliamo trasmettere questi principi», dice Marenghi, che oggi a Venezia annuncerà un nuovo socio, facendo salire a 52 il numero totale degli iscritti: il gruppo francese Bolloré che quest’anno festeggia i 200 anni di fondazione, con a capo Vincent Bolloré.

Far parte degli henokiani presuppone una lunga storia imprenditoriale e familiare: almeno 7-8 generazioni, dice Marenghi. Un lasso di tempo in cui prodotti e mercati sono decisamente rivoluzionati. «Gli associati sono la punta di diamante di quell’imprenditorialità familiare che ha dato prova di essere flessibile, di aver adeguato la governance, di aver gestito l’impresa con criteri manageriali», dice Marenghi. Con queste premesse «la tradizione, la forte connotazione rappresentata dalla storia aziendale, diventano fattori identitari forti, che rendono i nostri prodotti unici sui mercati, quel made in Italy di successo che eccelle sui mercati». E la continuità generazionale, spiega ancora Marenghi, mantenuta tra gli alti e bassi inevitabili della storia, è il filo rosso che lega il percorso aziendale. La sua mission da presidente degli Henokiens è allargare il numero dei soci «ma non troppo velocemente, così da preservare la nostra unità» e inoltre «rafforzare il modello dell’impresa familiare rendendolo sempre più al passo con i tempi».

L’impresa familiare italiana è un punto di riferimento per l’Associazione. Ed è un orgoglio per il nostro paese che il premio annuale degli henokiani abbia il nome di Leonardo da Vinci: «ci è stato proposto dal proprietario del castello di Clos-Lucé ad Amboise, in Francia, dove sono sepolti i resti di Leonardo».

Le aziende familiari sono protagoniste importanti nel sistema economico di molti paesi, soprattutto europei. Il settore prioritario è il manifatturiero (in Italia sono i 49%, in Germania il 43%, in Francia il 29% e il 27% in Spagna), anche nel commercio le percentuali sono analoghe. Dal puto di vista della leadership circa il 73% delle realtà italiane ha un membro della famiglia come ceo , contro il 59% della Francia, il 17% della Germania e l’81% della Spagna.

I membri italiani dell’associazione sono 13, i francesi 15, che saliranno a 16 con l’ingresso di Bolloré, 10 i giapponesi, 4 i tedeschi, 3 gli svizzeri, 2 gli olandesi, 2 i belgi, 1 inglese e 1 austriaco. Prima di Marenghi, che è anche vice presidente di Confindustria per l’Organizzazione, lo Sviluppo e il Marketing, sono stati presidenti italiani degli henokiani Ugo Gussalli Beretta, Riccardo Piacenza e Pina Amarelli.