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Il Sole 24 Ore

Premio Leonardo da Vinci a Giulio Pedrollo

29 06 2022

Un riconoscimento all’eccellenza e al modello dell’impresa familiare

Un premio che è un riconoscimento all’eccellenza e che vuol promuovere l’impresa familiare come modello di crescita dinamico, sostenibile, che riflette i valori di chi ha creato l’azienda e di chi si impegna per tramandarli. L’assemblea degli Henokiens, che si è tenuta ieri a Venezia, è stata l’occasione per consegnare il premio Leonardo da Vinci, nato dalla collaborazione tra l’associazione e dallo Chateau di Close Lucé: a riceverlo, dalle mani del sindaco della Laguna, Luigi Brugnaro, è stato Giulio Pedrollo, rappresentante della seconda generazione della famiglia fondatrice del Gruppo Pedrollo.

L’associazione Henokiens, nata 40 anni fa a Parigi, riunisce le imprese familiari che hanno più di 200 anni, la famiglia come azionista e almeno un membro nella governance. Dal primo gennaio il presidente è Alberto Marenghi, amministratore delegato di Cartiera Mantovana, nata nel 1615, azienda leader nel settore dell’imballaggio. Come tradizione l’assemblea si tiene nel paese di provenienza del presidente, e lo stesso accade per il conferimento del premio Leonardo da Vinci. Tutto in Italia, quindi. Per vincere il premio non è necessario avere 200 anni alle spalle: storia e tradizione sono uno dei criteri, ma sono sufficienti due generazioni, unite al binomio impresa e famiglia, fedeltà e impegno, memoria e trasferimento, innovazione e modernità. Valori che il Gruppo Pedrollo interpreta.

Ieri all’evento, che si è aperto con un video messaggio del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, erano presenti sia Giulio Pedrollo che il padre, Silvano. «I Pedrollo hanno reso l’azienda di famiglia un’impresa di successo internazionale, contribuendo con i suoi prodotti, la sua filosofia, il suo modo di agire e il suo rispetto per gli altri, ad aiutare il pianeta», è stato il commento di Marenghi, che è anche vice presidente di Confindustria per l’Organizzazione, lo Sviluppo e il Marketing. Marenghi ha ricordato anche i precedenti vincitori del premio, l’azienda Salvatore Ferragamo, nel 2011, e il Gruppo Bracco nel 2015. «Le imprese familiari sono la spina dorsale dell’economia italiana. Il passaggio generazionale a volte può essere un problema, ma se adeguatamente preparato diventa una risorsa in più. Siamo orgogliosi di ricevere questo premio: la fiducia nei valori dell’impresa familiare, della capacità di trasmetterli generazione dopo generazione, insieme all’innovazione, alla qualità, all’internazionalizzazione, all’impegno come azienda sostenibile, sono la base della nostra impresa», sono state le parole di Giulio Pedrollo, ad del gruppo.

Il premio Leonardo da Vinci è nato nel 2011. Ieri era presente anche François Saint Bris, presidente dello Chateau du Clos Lucé, dove ci sono i resti di Leonardo: «Il premio interpreta quella catena di trasmissione realizzata da Leonardo da Vinci e i suoi studenti, nella tradizione del Rinascimenti. Le imprese familiari hanno creato il più antico modello di business, condiviso in tutto il mondo».