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Il Sole 24 Ore

Cultura d’impresa 2022, al via il progetto di area del Nord Est

16 02 2022

Padova, Treviso, Venezia e Rovigo, un’intera zona eletta a Capitale italiana della cultura d’impresa

Non una città, come è stato in passato con Genova e Alba. Ma un territorio, che ne coinvolge quattro: Padova, Treviso, Venezia e Rovigo. La “Capitale italiana della cultura d’impresa” 2022 è un’area diffusa ma che esprime valori condivisi, filiere imprenditoriali, antiche vocazioni diventate primati produttivi mondiali. Sono già 70 gli eventi in programma per questa iniziativa, promossa da Confindustria con il patrocinio del ministero della Cultura, e sono stati presentati ieri, in una conferenza stampa, a Treviso. Il titolo di “Capitale italiana della Cultura d’impresa 2022” era stato assegnato al progetto unitario di Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia-Rovigo il 6 novembre dell’anno scorso, ad Alba (Capitale per il 2021).

Riconoscimento guadagnato sul campo

Per la prima volta vince l’inedita configurazione di un territorio, un riconoscimento guadagnato sul campo, fatto di anni di storia industriale fatta di piccole e medie imprese diventate multinazionali, grandi imprese e filiere made in Italy. Evoluzione che ha portato ad un’area unica per indici economici e sociali, con un pil aggregato di 86 miliardi, (29.900 euro il pil pro capite 2019), oltre 30 miliardi di export, (8,7 miliardi l’attivo commerciale), 325mila imprese attive (5,1% del totale nazionale), un tasso di disoccupazione al 5,9 (l’Italia è al 9,2). Ma anche di 20 imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti green, 760 start up innovative, una economia sociale che colloca il Veneto ai vertici nazionali (31mila organizzazioni del Terzo Settore). E poi 13 milioni di visitatori attratti da arte, storia, cultura, bellezza e natura.

I primati da raccontare

Primati cui si uniscono ben 44 musei e archivi di impresa. Raccontare tutto questo è l’obiettivo del progetto di Padova Treviso Venezia Rovigo, come hanno spiegato ieri i presidenti, Leopoldo Destro, Assindustria Venetocentro, Vincenzo Marinese, Confindustria Venezia-Rovigo, nella conferenza stampa nella quale sono intervenuti anche Maria Cristina Piovesana, vice presidente di Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura, Antonio Alunni, presidente del Gruppo tecnico Cultura di Confindustria (in collegamento) e Daniele Marini, Università di Padova, responsabile scientifico del progetto. «Sarà un’occasione unica per raccontare, specialmente ai giovani, la cultura d’impresa, che per noi è innovazione. Qui è fortemente radicata la capacità di fare industria, competitiva su scala globale integrata nella comunità, e questo è un valore condiviso e distintivo», sono state le parole di Destro.

Un ponte tra l’oggi e il domani

«Nel corso di quest’anno racconteremo tante esperienze aziendali, parleremo di lavoro, ci rivolgeremo ai giovani e sentiremo la loro voce. Siamo il ponte tra l’oggi e il domani, abbiamo una grande responsabilità, consegnare il futuro alle nuove generazioni. E quindi ci attende il compito di trasmettere la vocazione di intraprendere che ha reso il Nord Est un modello di sviluppo», è il commento di Marinese. ”TerritorImprenditivi” è lo slogan scelto per il progetto, un palinsesto aperto che si evolverà nel corso dell’anno, grazie anche alla collaborazione tra pubblico e privato tra Regione (il presidente Luca Zaia ieri ha inviato una lettera), enti locali, camere di commercio, università, musei d’impresa, teatri. Tra gli eventi principali il Forum della Piccola industria di Confindustria a Padova, in autunno, mentre l’evento ufficiale di apertura si terrà in primavera a Venezia, con il titolo “TerritorImprenditivi”. «Il protagonista di quest’anno, il Veneto orientale, è un’area da sempre apprezzata per la sua statura economica, capace di mettere a sistema saperi e know how in modo creativo e innovativo, valorizzando i settori tradizionali nel rispetto della sostenibilità ambientale», ha detto Piovesana. «Padova, Treviso, Venezia e Rovigo – ha sottolineato Alunni – renderanno protagoniste le varie anime del territorio, al centro ci saranno le storie delle donne e degli uomini che hanno fatto la storia di queste terre».